Bio

 

tempesta giorgione

Le ragioni della mia pittura sono, come direbbe Sciascia, una storia semplice. Quando ero bambino e mi trovavo in una tempesta di emozioni sono capitato davanti al celebre quadro di Giorgione. Ero io quel bambino nudo? Non lo so, certamente quella era la mia tempesta. Alcuni mesi fa ho portato mia figlia a visitare la casa del Giorgione a Treviso e la vedo incantarsi di fronte al video in cui si parla della stranezza e del mistero di quel quadro. Eccomi di nuovo lì. Dipingo in bianco e nero su vecchi lenzuoli e carte e lamiere spiegazzate dal tempo. Cerco uno sguardo, mi abbandono ai gesti. Accetto le colature del colore e contemplo gli scarti che sul pavimento del mio studio nessuno vedrà ma che sono parte del mio lavoro. Come nelle storie delle antiche mitologie, molto resta non detto oltre e dentro il simbolo. Cerco la bellezza nel fantasma e nel mistero e mi ritrovo a dialogare con forme scultoree come in un museo platonico nella mia mente millenaria.

The reasons for my painting are, as Sciascia said , a simple story. When I was a child and I was in a storm of emotions I ended up in front of the famous painting by Giorgione. Was I that child naked? I don’t know, certainly that was my storm. A few months ago I took my daughter to visit the home of Giorgione in Treviso and see her enchanted in front of the video where talk about the strangeness and mystery of that framework. I’m back there. I paint in black and white on old sheets and cards and metal sheets wrinkled by time. Seeking a look, I abandon myself to the gestures. I accept the dripping color and contemplate the scraps laying on the floor of my studio, no one will see that, but they are part of my job. As in the stories of the ancient mythologies, much remains unsaid within and beyond the symbol. Seeking beauty in the ghost and mystery and I find myself talking with sculptural forms like in a museum platonic in my millenial mind .

 

 

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